Noi in Europa e in Occidente

La martinella del 2002 rintocca sugli stessi temi del 2001. Forse è colpa dello strumento, che è monotonico, o di chi lo usa, che non consce altra musica. O forse le ragioi non sono cambiate.

I temi dello scorso anno furono l'Occidente, l'Europa, la nostra democrazia. Quest'anno, per non ripetermi troppo, ho cercato di affinare il punto di vista da cui inquadrare questi stessi temi.

Poiché un'introduzione non è il luogo per una ricapitolazione, ma se mai per una rimeditazione, non riassumerò qui i punti trattati più analiticamene negli interenti pubblicati di seguito. Rimediterò piuttosto sulla cornice filosofica.

So bene che per filosofia non è più la stagione fortunata.

So anche che la filosofia non è la politica e non la supplisce. Ma "filosofia" non va presa in senso stretto, accademico, professionale e men che meno professorale, ma in quello ampio di articolazione, la più sistematica e coerente possibile, di concezioni e modi di vedere. E in questo senso, come quel personaggio di Molière che non sapeva, parlando, di fare della prosa, non mi pare che chi faccia politica, ne sia consapevole o no, possa prescindere, non dico ad una dottrina articolata, ma almeno da una consapevolezza dell'orizzone di pensiero entro cui inserire il suo fare politico quotidiano. Del resto, dei grandi politici si è spesso detto, nel bene e nel male, che sono stati dei "visionari", e orientarsi secondo una qualche visione è indispensabile anche per i meno grandi e per i più piccini.

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Introduzione p.IX.