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La crisi della nostra identità

1. Che cosa sta succedendo?

Religione e politica. Andava tutto bene, o così sembrava. Apparentemente, la coppia si era separata da secoli, entrambi si erano rifatta una vita propria, e nessuno dei due aveva più ricordo e voglia dell'altro.

La storia della separazione dice che, all'inizio, fu il cuius regio, eius religio, come convennero i prìncipi tedeschi con la pace di Augusta del 1555. Ma questo principio, che riconosceva solo ai governanti la libertà religiosa, non bastava ancora e, per migliorarlo, occorrevano nuovi sforzi.

Dopo quasi un secolo, bagnato da un numero impressionante di massacri per motivi di erligione, in Francia, in Germania, per tutta l'Europa, si stabilì un nuovo ordine internazionale assai più solido. A partire almeno dalla pace di Westfalia dell'ottobre 1648, gli stati nazionali ebbero piena sovranità, le confessioni cristiane furono chiamate a convivere con la politica dentro questi stati, mentre agli equilibri esterni fu imposto il vincolo di prescindere dalle questioni religiose. Era davvero la pace.

Da quel momento, in Europa, imperatori, re, prìncipi, e poi presidenti, governanti, capi di stato di ogni genere rimasero il più possibile fedeli alla laicità pubblica, la religione cominciò a ritirarsi dal mondo terreno, e le guerre, se pur non scomparvero, almeno non furono (o comunque non sembrava più che fossero) di religione.

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Introduzione pp. IX-X.

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