Cari amici,

in questi mesi abbiamo condotto insieme una battaglia complessa, per spiegare le necessità di un concreto cambiamento, necessario per il nostro paese. Incontro dopo incontro, in tante città italiane e all’estero, abbiamo raccontato i motivi che ci spingevano ad aderire con convinzione al progetto di riforma costituzionale, raccogliendo un consenso vastissimo all’interno di quell’area moderata e liberale che da tempo si spende a favore di riforme indispensabili per un reale passo avanti del nostro paese. Se è vero che l’Italia non cresce e non si ammoderna per colpa di una classe politica spesso inadeguata, è altrettanto e più vero che nessuna classe politica può far progredire l’Italia se è frenata da regole e istituzioni superate come molte di quelle previste dalla nostra costituzione. Come sempre, i liberali pensano che regole virtuose rendono i governanti più virtuosi o meno viziosi, non il contrario.

 

Nel corso di queste settimane migliaia di donne e uomini hanno aderito con passione e interesse al Comitato LiberiSì. Abbiamo raccolto attenzione e consensi, creando una rete di cittadini attivi e desiderosi di impegnarsi ancora per cambiare in meglio questo paese, come mostrano molti inviti e richieste che ci sono pervenute. 

 

Tanto è stato fatto ma tanto resta ancora da fare. Abbiamo voglia di continuare insieme questo grande progetto, di portare avanti quanto è emerso dall’ampio lavoro che i Comitati hanno sviluppato sui territori nel corso di questi mesi. Vogliamo continuare a raccontare l’idea di Italia che abbiamo in mente, lavorando con dedizione ed umiltà a un progetto chiaro e affidabile.

 

Per questo motivo, nei giorni scorsi, a margine della riunione del direttivo, il Comitato Nazionale LiberiSi ha confermato la volontà di continuare l’impegno di questi mesi, affinché quanto di buono è stato fatto, non vada sprecato. Lo faremo tutti insieme, con responsabilità e determinazione. La “prateria” di cui abbiamo parlato nella campagna referendaria — quello spazio politico liberale, democratico, riformatore, moderato, ora poco o male rappresentato, che si situa fra le proteste populiste da un lato e la sinistra ancora impermeabile alle novità dall’altro — è ancora lì a disposizione del nostro lavoro.