«Due gravi incoerenze di Berlusconi nelle dichiarazioni al Corriere della Sera significano che non sa ancora quali pesci pigliare. Per ora, li prende entrambi per la coda».

Così Marcello Pera, presidente del comitato nazionale LiberiSì in sostegno della riforma costituzionale.

Dichiaraze del presidente Pera “Nel 1994, Berlusconi sconfisse la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, D’Alema, Bersani, oggi dovrebbe impegnarsi a battere anche la riedizione lugubre di Grillo, D’Alema, Salvini. Invece sembra confondersi mestamente con loro”. Lo ha dichiarato Marcello Pera, presidente di LiberiSì.

Corriere.it: Referendum, il gioco delle parti attorno alle urne
Cacciari dice Sì nonostante la riforma faccia «schifo», Urbani «per disperazione» Poi ci sono «quelli che No» solo per battere Renzi

di Tommaso Labate

«Diciamocela tutta. Io voto Sì, ma per disperazione». A onor del vero, la traccia più evidente del Sì referendario del professor Giuliano Urbani, che l’altro giorno si è sottoposto al confronto di #Corrierelive con la vicepresidente dei Comitati per il No Anna Falcone, stava appuntata sul bavero della giacca. Una gigantesca spilla bianca con la scritta «Liberi Sì», per grandezza più simile alle coccarde della prima Forza Italia che alle spillette tradizionali. Il resto era quasi un elenco di doglianze di quello che non va, nel referendum.

Pera: “La Riforma premessa indispensabile per tornare a crescere”

Alla fine, esaurite le urla fuori misura, le polemiche, di ogni grado di banalità, le offese di ogni genere di gravità, la domanda a cui dobbiamo rispondere il 4 dicembre è la stessa che ci facciamo da più di trent'anni: l'Italia è in grado di cambiare, riformarsi, rilanciarsi?

La provocazione: voto Sì perché amo il gelato al pistacchio

Caro Direttore, Lei sa che io presiedo un Comitato nazionale (LiberiSì) per il referendum costituzionale. Ma non sa perché voterò Sì. Ebbene, lo confesso, voterò Sì perché mi piace un sacco il gelato al pistacchio. E che c’entra? dice Lei. C’entra, c’entra, dico io. Ho seguito l’esempio dei grandi politici e intellettuali del No, i quali mi hanno dato l’ispirazione. Se quelli sono molto scicche e trendi con i loro argomenti, allora, ho pensato, almeno una volta sarò scicche e trendi anch’io con il mio.

Caro Presidente Berlusconi e (se mi permetti ancora) caro Silvio,

l’adunata dei No accorsi sotto il balcone di Massimo D’Alema (un’antologia da Spoon River) ha mostrato in modo tangibile che collocare Forza Italia sotto quell’insegna equivale a tradirne la storia e a danneggiarne l’immagine. Lo stesso D’Alema è stato onesto: quei No non fanno una forza di governo e servono solo per mandare a casa Renzi.