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11 Novembre 2009

Elezione popolare diretta del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio contemporaneamente alla elezione della Camera, elezione del Senato due anni dopo quella della Camera, durata quadriennale delle legislature, riduzione del venticinque per cento del numero dei parlamentari. Questa, in sintesi, la proposta di riforma della Costituzione presentata oggi dal senatore del Pdl Marcello Pera.

Il progetto presidenzialista dell' ex presidente del Senato prevede il superamento del bicameralismo perfetto, diversa distribuzione delle competenze legislative delle regioni, nuova formulazione dell'art. 81 della Costituzione in materia di copertura finanziaria delle leggi, parere del Senato sulle nomine presidenziali, inchieste parlamentari di minoranza, ricorso preventivo alla Corte costituzionale, ricorso individuale alla Corte per lesione dei diritti di liberta'. ''La nostra vita politica - osserva Pera - e' in questi ultimi anni sempre piu' caratterizzata da conflitti fra cariche istituzionali. Sarebbe un grave errore interpretarli in termini contingenti dovuti agli stili o ambizioni dei protagonisti. In realta', questi conflitti sono un sintomo del grave malessere strutturale delle nostre istituzioni. Gia' imperfettamente disegnate dalla Costituzione del 1948, esse sono oggi palesemente inadeguate alla 'democrazia maggioritaria', quale da tempo e di fatto e' in vigore nel nostro Paese tramite la via inadeguata (e, dopo l'ultima modifica, anche perniciosa) della legge elettorale''. ''Questa situazione - avverte l'ex presidente del Senato - non si puo' trascinare oltre, non solo perche' produce inefficienza, ma soprattutto perche' mette a rischio la nostra democrazia. Se i cittadini cominciano a credere che i difetti dipendono solo dagli individui e non in primo luogo dalle regole, la strada si apre alla ricerca del 'salvatore della patria' e alla caccia al 'nemico della patria'.(ANSA).

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