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5 Maggio 2009

Bologna, 5 mag. - "Combattere il cristianesimo con atteggiamenti di relativismo, scientismo, laicismo, significa anche indebolire i fondamenti dei nostri stati liberali democratici". E' quanto ha affermato il senatore Marcello Pera, a margine della presentazione all'Istituto "Veritatis Splendor" di Bologna del suo libro "Perche' dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa e l'Etica", alla quale e' intervenuto il cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, assieme al professor Angelo Panebianco.

"Senza la tradizione cristiana - ha spiegato Pera - non avremmo avuto quelle che consideriamo tutti quanti delle grandi conquiste: i grossi Stati liberal democratici, ad esempio, sono tutti Stati che si basano sui presupposti che derivano dalla tradizione cristiana, ad esempio il rispetto della persona, dei diritti fondamentali". Se questo e' stato il legame, ha detto ancora Pera, il rischio col relativismo e' di indebolire gli stessi stati democratici. Un messaggio, ha aggiunto Pera, che deve essere rivolto soprattutto ai laici. "Questi dovrebbero apprezzare - ha spiegato l'ex presidente del Senato - qual e' il grande significato della cultura cristiana. I credenti hanno qualcosa di piu', perche' sono tali, ma anche quelli che non lo sono non possono non comprendere che là c'e' una storia - tipicamente europa, poi successivamente diventata americana - come appunto la cultura del rispetto dei diritti che i laici soprattutto, quelli che si definiscono laici e vogliono uno stato laico, dovrebbero apprezzare piu' di altri". In Europa, ha poi spiegato Pera, si vede bene come "il rifiuto della tradizione comporta la mancanza di identita', e questo a sua volta crea difficolta' nei processi di unificazione. Gli europei non riescono ad unificarsi per tante ragioni, ma anche perche' non riconoscono come europei, come unica civilta' europea. E a questo - ha concluso - contribuisce molto l'apostasia del cristianesimo, il laicismo che e' in corso soprattutto negli ultimi decenni". (AGI) Ari 051850 MAG 09

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