1 Settembre 2010

Caro direttore, se c' è qualcosa che più di ogni altra alimenta il laicismo contemporaneo e scristianizza l'Europa è la cultura dei diritti umani. Anche quando a parole sono dichiarati inalienabili, essi nei fatti risultano disponibili, perchè è disponibile l' autorità che li proclama, i parlamenti, e perchè è disponibile la fonte che li interpreta, la giurisprudenza. Per questo la cultura laicista dei diritti si rovescia nell' edonismo della soddisfazione di ogni desiderio, individuale o di gruppo. Questo trapasso è reso possibile da un' operazione che i laicisti hanno compiuto con successo: quella dello "sganciamento" dei diritti umani da ogni fondazione etica e religiosa. Se i diritti umani si possono giustificare senza ricorso a Dio o alla legge morale, perchè, come dicono i laicisti, la democrazia non ha bisogno nè dell' uno nè dell' altra e basta a se stessa, allora i diritti umani cadono nelle braccia degli umani e subiscono le vicende delle cose umane, compresa la distruzione.

10 Luglio 2010

Hostility to the Jews has been a stain on the Western world's honor for centuries. 

The following statement has been signed by Jose Maria Aznar, David Trimble, John R. Bolton, Alejandro Toledo, Marcello Pera, Andrew Roberts, Fiamma Nirenstein, George Weigel, Robert F. Agostinelli and Carlos Bustelo. 
Israel is a Western democracy and a normal country. Nonetheless, Israel has faced abnormal circumstances since its inception. In fact, Israel is the only Western democracy whose existence has been questioned by force, and whose legitimacy is still being questioned independently of its actions. 

14 Maggio 2010

Sull'ultimo numero di Panorama trovo scritto che "Marcello Pera è in marcia verso il laico Fini". Ci sono tre errori: non sono in marcia; ho scritto un libro intitolato "Perchè dobbiamo dirci cristiani" per criticare il laicismo; Fini non è un laico, è solo confuso. Forse c'è anche un errore più grande: la fonte non considera che io sono una persona corretta e leale.

16 Marzo 2010

Presidenzialismo per la stabilità del Paese

- Come si concretizza oggi il pensiero liberale? Si tratta secondo lei di un modello valoriale in crisi in questo momento in Italia? 

Quello del liberalismo è uno strano destino. Ha vinto ampiamente sul piano politico. Dopo la seconda guerra mondiale e la sconfitta dei totalitarismi infine e finalmente dopo il crollo del comunismo, i nostri regimi hanno tutti l'impronta liberale, sia politica che economica. Politicamente, considerano la libertà individuale e i diritti dell'individuo come una priorità che lo Stato deve riconoscere e rispettare. Economicamente, tutti ammettono la libera iniziativa fondata sulla proprietà privata e la libera competizione.

25 Febbraio 2010

''Sono disgustato dalla caccia alla casta, mi pare un gravissimo errore di cui si stanno pagando le conseguenze. Qui non ci stiamo accorgendo che in ballo non sono i tanto i privilegi, quanto la democrazia''. Marcello Pera commenta cosi' con l'ADNKRONOS l'iniziativa shock di Luciano Casasole, che ha proiettato sulla cupola di San Pietro il messaggio 'stop pensioni parlamentari'. ''C'e' un'aria che non mi piace, purtroppo e' stata recepita -sottolinea l'ex presidente del Senato- anche da alcune cariche istituzionali. Una moda brutta che e' entrata nell'opinione pubblica''. 

''Il cattivo esempio viene proprio da voi giornalisti e questo messaggio e' stato recepito dai parlamentari come un senso di colpa. Andate in America e guardate con quale rispetto si parla di un senatore. Io -insiste Pera- invece voglio essere un politico senza sensi di colpa''. 
Quanto alla scelta di usare la cupola di San Pietro per amplificare il messaggio, Pera dice: ''E' stupefacente, spero che sia la prima e l'ultima volta. Almeno San Pietro rimanga un'oasi libera dalla propaganda politica. Anche se fatta in tono scherzoso, mi sembra una profanazione''. 

28 Dicembre 2009

Niente Consociativismi per fare le Riforme

Caro Direttore, come avra' visto sta per ripartire il treno delle riforme "condivise". Con il suo permesso, desidero sottoporle un'osservazione che a me sembra ovvia ma illuminante. Questa: che se le riforme condivise fossero anche buone riforme, e fossero comunque migliori di quelle a maggioranza, allora non ci sarebbe alcun bisogno di riforme. Per capire il punto, si consideri la Costituzione attuale. Notoriamente, essa fu condivisa. E per ogni sua parte contiene una giustapposizione verbale, mediante una semplice "e", di una versione a maggioranza e una condivisa.