2 Febbraio 2007

Cari amici, parto dal presupposto che il vero tema che oggi qui si dibatte è Forza Italia, e più precisamente la natura e l'identità del nostro partito. Non tratterò perciò dello Statuto, di cui si occupano i competenti, nè dei Circoli della libertà, di cui ignoro tutto, compreso ciò attorno a cui circolano, e neppure della federazione o partito unitario del centrodestra, perchè non mi sembra questione attuale e comunque la vedo, nell'ordine naturale delle cose politiche, come questione successiva, nel senso che dovremmo sapere prima chi siamo noi che ci federiamo con altri. 
Per trattare dell'identità di Forza Italia parto da un tema politico di attualità, apparentemente lontano ma in realtà rivelatore come un reagente chimico: i pacs. 

31 gennaio 2007

La Chiesa al bivio delle unioni civili

Sulla questione dei Pacs il Presidente Napolitano ha interpretato l'unica parte compatibile con la sua storia e cultura, quella di Togliatti dell'art. 7: «Trovare una sintesi nel dialogo anche con la Chiesa cattolica, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dal Pontefice e dalle alte gerarchie ecclesiastiche». In sostanza, il Presidente chiede un Concordato di tipo speciale, cioè di fatto e non formale, e su un punto specifico, cioè su una sola questione e non su tutti i temi etici sensibili. Che sia proprio questo Concordato speciale ciò che ha in mente il Presidente è chiaro: perché è solo un accordo concordatario quello che si può stipulare con un Papa e le gerarchie cattoliche («alte»).

30 gennaio 2007

Ma proibire non è discriminare

A favore dei pacs, o come altro si chiamino, si stanno diffondendo due argomenti ricattatori che si appellano ad altrettanti sacri princìpi, quello dell’uguaglianza e quello della non discriminazione, che nessuno ovviamente vuole mettere in discussione. I due argomenti sono sbagliati, ma siccome seducono come sirene conviene prestarci un po’ di attenzione. Il primo argomento dice: a coloro che vivono in coppia eterosessuale di fatto vengono oggi negati diritti che invece sono riconosciuti a quelli che sono regolarmente sposati, pur essendo, gli uni e gli altri, stabilmente conviventi, legati da forti legami affettivi e vincoli di solidarietà. Non è questa una disuguaglianza inaccettabile?

11 Dicembre 2006

1. L'identità negata 

L'Europa oggi è una via di mezzo fra un morto, un fantasma e il Padreterno. Come dei morti, dell'Europa si può parlare solo bene. Come dei fantasmi, dell'Europa si avvertono i segni ma non si vede. Come del Padreterno, chi cerca prove dell'Europa conclude che non esiste e chi invece dice che esiste non ha bisogno di prove. Questo è un bel pasticcio e io credo che, per risolverlo, occorra ricominciare da capo e chiedersi: 'che cos'è l'Europa?' 

7 novembre 2006

Ecco che cosa dobbiamo esigere dagli islamici

Qual è il nesso fra teologia e cittadinanza? E fra la lezione del Papa a Regensburg e l’integrazione in Europa dei seguaci dell’Islam? Strana domanda: non c’è alcun nesso, manca qualunque anello intermedio. Eppure questo anello esiste, ed è la modalità del dialogo che la teologia cristiana ― se non bastasse il buon senso ― offre in una società multiculturale, come sempre più diventa quella europea. Ma siccome, anche detto così, il nesso resta criptico, occorre spiegarsi. È noto, ed è esperienza costante soprattutto di questi tempi, che un ostacolo all’integrazione proviene dall’identità religiosa. Le religioni, tutte le religioni, sono sistemi chiusi e incompatibili. Il cristiano che, con Gesù, predica: “ego sum via, veritas et vita”, non può pensare che, per la sua salvezza, ci sia un’altra via, verità e vita.

12 Ottobre 2006

Il taglio più grave della Finanziaria e il più irresponsabile, perchè giocato sulla pelle dei cittadini, è quello sulla sicurezza. Vengono soppresse prefetture, questure, comandi provinciali dei Carabinieri. Vengono soppresse le direzioni interregionali della Polizia. Vengono 'razionalizzati', cioè tagliati, i settori specialistici e le strutture di formazione. E poi la misura peggiore: mentre il governo Berlusconi, con uno stanziamento di 795 milioni di Euro per il biennio 2003-2004 e di 400 milioni per il 2005-2006, aveva riconosciuto alle forze dell'ordine la loro specificità, in considerazione della loro delicatissima funzione, il governo Prodi le riporta alla parificazione con il pubblico impiego. Il risultato è la mortificazione dei nostri agenti e la diminuzione della nostra sicurezza. C'è da chiedersi come sia possibile che, in tempi come questi, il ministro degli interni possa tollerare così pesanti riduzioni di fondi e interventi sulle carriere e rassicurare i cittadini che le loro vite e i loro beni saranno tutelati come prima.