Discorso pronunciato al Cimitero Militare Americano

30 maggio 2005

Firenze, 30 maggio 2005

 

Signor Ambasciatore, signor Console generale, rappresentanti delle forze armate americane e italiane, veterani e familiari, illustri autorità civili ed ecclesiastiche, cari amici, il Memorial Day è il giorno che l'America ha scelto per ricordare e per rendere omaggio al sacrificio dei soldati americani nelle guerre che hanno combattuto.

I soldati che riposano in questa terra hanno combattuto la Seconda Guerra Mondiale. L'hanno combattuta non per brama di conquista ma per portare la libertà; non per stabilire la supremazia sul nostro continente ma per affrancarlo dal giogo della tirannide e del totalitarismo fascista e nazista. Non per imporre le loro idee o il loro stile di vita, ma per consentirci di scegliere il nostro liberamente. Quei soldati vennero sul nostro suolo, combatterono e ripartirono.

Questo ci riporta ad una verità storica: questa libertà, e la democrazia che da essa è germogliata, ha avuto un prezzo. E ci ricorda un'eterna verità: per le nostre libertà, collettive e individuali, dovremo sempre pagare un prezzo. La libertà, la democrazia, la pace, la sicurezza, la stabilità, i diritti civili, il progresso, non sono intrinseci alle nostre società. Sono conquiste della nostra civiltà. Dobbiamo mantenerle attraverso il dialogo, la diplomazia, la politica, la legge. Ma a volte dobbiamo anche combattere per esse con le armi. E' quello che hanno fatto, coraggiosamente, i soldati che giacciono accanto a noi.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l'Europa e gli Stati Uniti hanno costruito un'alleanza che ci ha protetto dalla minaccia di un'altra forma di dominazione, quella del regime comunista che aveva soggiogato parte del nostro continente. Quest'alleanza ha prevalso, dimostrando quanto saldi siano i valori emersi dalla guerra e quanto forte è il legame che unisce le due sponde dell'Atlantico.

Nulla può essere dato per scontato. Nel ricordo di questi valorosi soldati, che hanno contribuito alla riconquista della nostra libertà, dobbiamo essere consapevoli che nuovi pericoli incombono sulla nostra vita, sulla nostra società e sulla nostra sicurezza, presente e futura. E nel momento in cui assistiamo a differenze e divergenze tra Europa e America, dobbiamo ricordare cosa ha significato l'alleanza transatlantica a garanzia delle nostre libertà, e il ruolo che oggi essa ricopre a garanzia della nostra sicurezza.

Quest'anno questa giornata commemorativa segna anche il sessantesimo anniversario della Liberazione. In giornate come questa, noi come italiani abbiamo il dovere di tenere viva la memoria di questi soldati.

Verrà il giorno in cui nessuno conoscerà più i soldati qui sepolti, in cui non vi sarà nessuno che possa scorgere tra queste lapidi il volto di un padre, di un figlio, di un parente, in cui le emozioni che proviamo oggi si smorzeranno fino a cadere nell'oblio. Per noi - come italiani, come europei, come americani - quel giorno sarà ancora il Giorno della Memoria.

Che Dio li benedica.