La costituente possibile. Un appello a tutti i leader politici

Bene che il governo Draghi continui fino al 2023. E bene anche che Mattarella prolunghi il suo mandato: la combinazione per un paese migliore, a costo di modificare la costituzione

 

Per prima cosa, i destinatari. Mi appello a Salvini come a Letta, a Meloni come a Di Maio, a Renzi come a Conte, a Berlusconi e a tutti quelli che hanno la bontà di ascoltare e riflettere un po’, e che non vogliono semplicemente trascinarsi o farsi trascinare dalle bagattelle quotidiane, ma diventare protagonisti di un processo per un’altra Italia. Poi, la premessa.

Mentre Draghi si dedica autorevolmente, e per il tempo che serve, alla gestione del Recovery
Pera: rifacciamo la Costituzione

Per restituire ai partiti e al parlamento il loro ruolo

di Marcello Pera

Caro direttore,

vorrei esporLe un'idea che credo sarebbe utile a tutti noi nel breve e lungo termine. È molto semplice e tutti possono facilmente capirla e valutarla, ma prima di scartarla sarebbe opportuno rifletterci sopra.

Parto da una premessa, che è tanto nota e condivisa da richiedere poche parole. Attualmente la Costituzione italiana, nella parte seconda, quella che riguarda l'organizzazione delle nostre istituzioni, è di ostacolo alla governabilità e di impedimento all'unità nazionale. La nostra repubblica è diventata tanto poco parlamentare che, ad ogni misura importante da prendere, lascia la parola solo al governo, che ormai da molto tempo agisce per decreti legge, con emendamenti unici da votare con la fiducia, con informazioni presentate solo all'ultimo momento oppure quando è ormai passato il momento. Il parlamento conta sempre meno, nei momenti topici quasi nulla.

Sono critici almeno tre punti adottati. Lo sostiene Marcello Pera, già presidente del Senato
Crisi, una procedura stravagante

A partire del ruolo di esploratore assegnato a Fico

di Marcello Pera

Signor direttore,

come Lei sa io non sono un costituzionalista e neppure un giurista di altro tipo. Su questi argomenti vado a spanne, fidandomi della mia esperienza e del mio naso, che ogni tanto fiuta qualcosa che non gli pare per il verso giusto. Questo vuol dire che il più delle volte mi sbaglio, ma qualche volta ci vado vicino. Mi segua se può, e mi corregga se lo ritiene. Ho qualche riserva sulla procedura che si sta seguendo per la soluzione della crisi. Tre punti mi appaiono critici.

“Uno scandalo per laici e cristiani, unione è diverso da famiglia”

Marcello Pera: “Così Bergoglio ci manda tutti a fondo”

L'ex presidente del Senato commenta le frasi del Papa sugli omosessuali: “Francesco laicizza la chiesa, si adegua a un caposaldo del pensiero secolare odierno"

 

“Che due omosessuali si uniscano in una relazione non semina scandalo. Si tratta di un rapporto di amore, amicizia, reciproco sostegno, che non deve essere discriminato e ancor meno penalizzato”. Marcello Pera, già presidente del Senato, intellettuale laico che per anni ha dialogato con Joseph Ratzinger, commenta con il Foglio le frasi di Papa Francesco sugli omosessuali contenute nel documentario presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma.

Pera dissente da Gelmini e Carfagna (Fi) che dicono di accodarsi perché tanto si perde
Referendum, non si può votare sì
Non è una scelta pragmatica ma soltanto rinunciataria

di Marcello Pera

Due a me care e da me stimate ex-colleghe di Forza Italia, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, sono di recente intervenute sulla questione del referendum per il taglio dei parlamentari sostenendo le ragioni del Sì. Incuranti che alla mia età anche un piccolo colpetto al cuore può spedirmi ad osservare il mondo dal lato del Paradiso (non ho dubbi in proposito: le pene dell'Inferno già le sconto ogni giorno su questa terra), le due amiche mi hanno spiegato che occorre essere «coerenti» e «pragmatici».

Un docente Usa ha scritto un articolo fingendo di essere un funzionario comunista cinese
Gli effetti geopolitici del virus
Hanno avvicinato il modello occidentale a quello cinese

di Marcello Pera

Questa storia della pandemia e della Cina non deve essere sottovalutata ma neppure deve essere equivocata.

Il problema serio non è virologico, epidemiologico e sanitario: come il virus sia nato (da un pipistrello o da un laboratorio), in che modo si sia diffuso o quando le autorità cinesi lo abbiano saputo e abbiano avvertito il resto del mondo (molto tardi).