«Il Polo moderato già c'è ma non vedo un leader»

L'ex presidente del Senato: «il centrodestra deve occupare questo spazio, basta con le liti»

di Lorenzo Calò

Presidente Marcello Pera, il centrodestra ha perso le amministrative. È entrato in crisi il polo moderato o l'offerta politica è stata soltanto inadeguata?

«Il polo moderato, liberale, conservatore o come lo si voglia chiamare esiste ma oggi i suoi interpreti devono riflettere, e in fretta, sulla loro carta d'identità nei confronti dei ceti produttivi, dei rapporti con l'Europa, delle politiche sociali e di sviluppo. E questo è un compito del centrodestra ma, per il momento, a me sembra che il centrodestra assomigli a un cuscus: può andar bene in Tunisia ma non è detto che in Italia piaccia».

«Perizia psichiatrica inutile serve soltanto a screditare»

IL'ex presidente del Senato: «I magistrati sono fermi a 25 anni fa. Il caso Palamara non ha insegnato nulla»

di Stefano Zurlo

La prende con sarcasmo: «Hanno esaurito il credito ma sono ancora lì a sparlare». Chi?

«I magistrati», risponde rapido Marcello Pera, ex presidente del Senato, filosofo, accademico. Dopo scandali e accuse reciproche far le toghe, ora le polemiche riguardano i giudici di rito ambrosiano e la decisione, sconcertante, di disporre una perizia psichiatrica nei confronti di Silvio Berlusconi. «L'intera vicenda - riprende l'autore di molti libri e pamphlet, a Palazzo Madama dal 1996 al 2013 - ha dell'incredibile».

"Si elegga ora la Costituente: può farcela in soli due anni"

Il filosofo: "Cambiare forma di governo e la giustizia. La riforma Cartabia va bene ma non scioglie i nodi"

di Stefano Zurlo

C'è una finestra di due anni. Fino al 2023. È o dovrebbe essere il momento giusto per intervenire: «Possiamo sfruttare questa fase per riscrivere la Costituzione». Da Lucca, la sua città, Marcello Pera perfeziona la sua idea, rilanciando l'editoriale scritto ieri dal direttore del Giornale Augusto Minzolini.

Professor Pera, Minzolini immagina un cantiere per mettere mano alla nostra Carta fondamentale.

«Ottimo. È la stessa idea che ho elaborato nei mesi scorsi, consegnando infine un agile articolato a diverse personalità. Pensavo che la mia proposta fosse passata sotto silenzio, ora noto con piacere che qualcosa comincia a muoversi».

Pera rilancia l'assemblea costituente: "È la Carta la prima riforma da votare. Si può fare in due anni"

La proposta dell'ex presidente del Senato: "Una commissione ad hoc eletta dal popolo con 75 membri non parlamentari può dar vita a un sistema più efficiente e snello"

di Francesco Bei

Dal suo buen ritiro di Lucca ("ormai a Roma vengo poco"), l'ex presidente del Senato Marcello Pera si rifà vivo con la proposta di un'assemblea costituente: settantacinque membri, eletti con la proporzionale, tanti quanti ne contava la commissione Ruini che nel 1946 scrisse la Costituzione.

C'è già un governo di larghe intese chiamato da Mattarella proprio per fare le riforme. Che bisogno c'è di eleggere un organismo ad hoc? E' pessimista sulla possibilità di successo di Draghi?
"Non è solo questo. Questo governo proverà a fare, e forse ci riuscirà pure, qualche riforma utile. Ma saranno riforme necessariamente incomplete, perché i veri nodi, come tutti sanno, stanno da un'altra parte".

Pera sul governo Draghi

La svolta del leader della Lega è profonda e duratura, in Toscana avrà un peso fortissimo I democratici? Orfani di Renzi e ancora un altro genitore non se lo sono trovati

di M.F.

«C’è un dato storico: la svolta di Salvini, che avrà un peso fortissimo in Toscana». E se non ci sono ministri toscani, soprattutto del Pd, nel governo, è perché «i democratici sono orfani di Renzi e ancora un altro genitore non se lo sono trovati». Marcello Pera, tra i fondatori di Forza Italia, a lungo sena- tore e presidente di Palazzo Madama.

Il "federatore" Pera

Marcello Pera: "Evviva la federazione del centrodestra. Salvini, credetemi, è serio".

"La Federazione? Evviva. Salvini è cambiato. Il Cav. rimane il più bravo". Parla il padre di FI

di Carmelo Caruso

 

Roma. All’università del professor Pera pensano che la mossa di Silvio Berlusconi sia una buona mossa. Ma all’università liberale del presidente emerito del Senato non piace la parola “collaborazione”. Ah no? “Devo dire di no”. Ma non ha appena detto che si tratta di una buona mossa? “E’ buona perché mette in difficoltà il governo su temi cruciali. Esempio: quale strategia economica avere dopo il virus? Come ripartire? In questo modo FI stana la maggioranza. Ma non chiamatela collaborazione. Qui siamo di fronte a un’offerta circoscritta d’aiuto”