La sofferenza insensata di un occidente progredito, ma rimasto senza Dio

Da Marx a Hegel: la conoscenza come teofania. Un libro

di Marcello Pera

 

Fra i grandi problemi filosofici, quello del progresso è fra i meno trattabili. Anche nei contesti meglio definiti e apparentemente più appropriati, quelli della scienza, la questione non è chiara. Nessuno dubita che la conoscenza scientifica progredisca, che oggi ne sappiamo più e meglio di ieri. Ma se ci si chiede come e perché, questa idea si fa analiticamente opaca. La scienza progredisce secondo il modello della espansione, alla maniera delle onde concentriche in uno stagno, in cui di volta in volta i cerchi esterni (le nuove conoscenze) contengono quelli interni (i risultati acquisiti)? Oppure la scienza progredisce secondo il modello dell’approfondimento, alla maniera dei gironi infernali danteschi a forma di cono rovesciato, in cui il successivo va più in profondità del precedente?

Come scoprire a chi dare il voto

Dibattito per capire qual è il partito da preferire

di Marcello Pera

Direttore caro, lo so bene che oggi è il giorno del silenzio. Ma stia certo, non farò nessuna dichiarazione di voto, nessun appello. Vorrei solo raccontarLe come è andata a finire la discussione fra me e i miei amici più cari di cui Le ho detto pochi giorni fa. Come sa, eravamo tutti alle prese con la domanda "per chi si vota stavolta"...

 

NON SO PROPRIO PER CHI VOTARE

di Marcello Pera

 

«Non so proprio per chi votare»  il 4 marzo. La confessione, nella lettera aperta a ItaliaOggi, è di Marcello Pera, già presidente del Senato. «Non ho ancora elaborato il lutto del 4 dicembre 2016, quando, secondo me, gli italiani non compresero la posta in gioco del referendum e lasciarono cadere un'occasione irripetibile. Pensavano che si dovesse abbattere un governo anziché avere una Costituzione un pò più efficente e, al seguito, una legge elettorale un pò più trasparente». E analizza, nel serrato dibattito per trovare una soluzione, tutti i risvolti di un possibile voto, che va da Forza Italia al Pd.

Pera: “La Riforma premessa indispensabile per tornare a crescere”

Alla fine, esaurite le urla fuori misura, le polemiche, di ogni grado di banalità, le offese di ogni genere di gravità, la domanda a cui dobbiamo rispondere il 4 dicembre è la stessa che ci facciamo da più di trent'anni: l'Italia è in grado di cambiare, riformarsi, rilanciarsi?

La provocazione: voto Sì perché amo il gelato al pistacchio

Caro Direttore, Lei sa che io presiedo un Comitato nazionale (LiberiSì) per il referendum costituzionale. Ma non sa perché voterò Sì. Ebbene, lo confesso, voterò Sì perché mi piace un sacco il gelato al pistacchio. E che c’entra? dice Lei. C’entra, c’entra, dico io. Ho seguito l’esempio dei grandi politici e intellettuali del No, i quali mi hanno dato l’ispirazione. Se quelli sono molto scicche e trendi con i loro argomenti, allora, ho pensato, almeno una volta sarò scicche e trendi anch’io con il mio.

Caro Presidente Berlusconi e (se mi permetti ancora) caro Silvio,

l’adunata dei No accorsi sotto il balcone di Massimo D’Alema (un’antologia da Spoon River) ha mostrato in modo tangibile che collocare Forza Italia sotto quell’insegna equivale a tradirne la storia e a danneggiarne l’immagine. Lo stesso D’Alema è stato onesto: quei No non fanno una forza di governo e servono solo per mandare a casa Renzi.